From Multiplayer to Home Therapy

Dal multiplayer alla terapia domiciliare: come Meeva sta ridefinendo la realtà estesa (XR) per i giovani neurodivergenti

In che modo la realtà estesa può rendere la terapia più accessibile, coinvolgente e scalabile per gli adolescenti neurodivergenti? Abbiamo incontrato Marco Mosetti, Project Manager a Meeva, per scoprire come il loro gioco applicato pionieristico basato sulla realtà estesa stia trasformando la riabilitazione e come il progetto VR Health Champions (VRHC) stia alimentando il loro percorso dai centri clinici ai salotti delle famiglie.

La missione che ha dato inizio al percorso di Meeva

“Il nostro lavoro è partito da una missione chiara e forte: fornire agli adolescenti neurodivergenti gli strumenti necessari per promuovere il loro benessere sociale ed emotivo”, afferma Marco Mosetti. Nata come spin-off della Fondazione Bruno Kessler (FBK), Meeva affonda le sue radici in un progetto EIT Digital che ha esplorato come la XR potesse superare i limiti della terapia convenzionale, dalle barriere geografiche alla mancanza di risorse coinvolgenti. “Quel lavoro pionieristico ha portato al nostro gioco applicato basato sulla XR, progettato specificamente per migliorare la qualità della vita di questa popolazione”.

Affrontare le lacune del sistema – con il supporto di VRHC

La sfida che Meeva sta affrontando è chiara: l'accesso a una formazione coinvolgente per le competenze sociali e cognitive rimane scarso, in particolare nelle aree svantaggiate. “Crediamo che la XR possa aiutare gli operatori sanitari a offrire interventi più coinvolgenti ed efficaci, sia in contesti single-player che multiplayer, migliorando la scalabilità e l'accessibilità della terapia”, sottolinea Marco. In questo senso, VR Health Champions ha svolto un ruolo fondamentale. “Il progetto sostiene il perfezionamento del nostro percorso normativo per ottenere lo status di dispositivo medico di Classe I ai sensi del regolamento MDR dell'UE. Ha inoltre fornito una guida clinica e strategica, accelerando il nostro sviluppo e aumentando la nostra visibilità nei mercati chiave”.

Una svolta strategica: dal multiplayer al single-player

I progetti pilota clinici hanno insegnato a Meeva una lezione fondamentale. “Sebbene le applicazioni XR multiplayer presentino vantaggi clinici, la loro adozione nei centri di riabilitazione è stata molto più difficile del previsto, a causa di vincoli pratici e problemi di connettività”, ammette Marco. La soluzione? Una svolta. “Siamo passati a una versione single-player, che non solo è più facile da integrare clinicamente, ma consente anche alle famiglie di utilizzarla a casa. Questo ha ampliato il nostro raggio d'azione dal B2B al B2C”.

Misurare l'impatto nel mondo reale

I primi progetti pilota hanno dato risultati promettenti: alto coinvolgimento tra gli adolescenti e crescente accettazione da parte dei terapeuti. “La nostra soluzione riduce anche il carico sulle famiglie consentendo la formazione a casa, integrando la terapia tradizionale e accelerando l'acquisizione delle competenze”, sottolinea Marco. Per i terapeuti, lo strumento arricchisce le sessioni ottimizzando il loro tempo.

Collaborazione e valore aggiunto da VRHC

Oltre alla guida normativa e strategica, Meeva ha tratto vantaggio dalla collaborazione con i partner del consorzio VR Health Champions. “Insieme a FBK, stiamo perfezionando l'esperienza single-player. Con IPN, ci occupiamo della conformità normativa e con SYR stiamo sviluppando congiuntamente un quadro di riferimento valore-prezzo per garantire la sostenibilità del mercato. Grazie a VR Health Champions, abbiamo acquisito visibilità in diverse regioni”, osserva Marco. Meeva sta ora preparando un sondaggio multinazionale per definire la sua strategia di immissione sul mercato, estendendo ulteriormente la sua portata internazionale.

Le persone dietro Meeva

Dietro l'innovazione c'è un team multidisciplinare che unisce psicologia, ingegneria del software e design. Dopo l'acquisizione da parte di Socialit Srl in 2024, il team comprende il CEO Maurizio Gianordoli, il responsabile tecnico Davide Lissoni, la responsabile R&I Valentina Conotter, il consulente scientifico e co-fondatore Elio Salvadori, la sviluppatrice di software Alessia Melonie il project manager Marco Mosetti.

Qual è il prossimo passo?

La tabella di marcia è chiara: finalizzare la marcatura CE, ampliare i contenuti e lanciare la soluzione single-player per uso ibrido e domestico. “La nostra visione a lungo termine è quella di espanderci in tutta Europa, offrendo strumenti terapeutici innovativi e coinvolgenti a un numero maggiore di famiglie e operatori sanitari”, conclude Marco.

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